Posted by on Jul 1, 2010

Domanda, offerta e… reputazione

Chissà quante volte avete sentito la frase “Cerca su Internet, ormai trovi tutto!”, o magari voi stessi l’avete pronunciata in più di un’occasione.

In effetti è cosi.

Giunti a questa semplice conclusione, l’argomento che ci interessa approfondire si sposta quindi su un duplice livello.

Innanzitutto la ricerca su Internet, con tutto quello che ne concerne: motori di ricerca, posizionamento, SEO, web-marketing…ma non è questa la sede.

Spostiamoci invece sull’altro livello della ricerca: una volta trovato quello che stiamo cercando, come facciamo poi a verificarne l’attendibilità, l’affidabilità?

In altre parole, come faccio a fidarmi?

In certi casi siamo agevolati in questo processo di analisi e decisione.

Facciamo un esempio: e-bay.

Cerco una polo della “Reputazioneweb.org” (…marchio destinato a diventare in breve tempo un vero e proprio fenomeno di culto… ^_^), la trovo, mi piace, il prezzo è accettabile, vado immediatamente a controllare il rating del venditore.

Se ha il 100% dei feedback positivi, procedo tranquillo con l’acquisto.

La reputazione di quel venditore, che esso stesso si è costruito in decine o centinaia di transazioni su e-bay, mi assicura con ragionevole certezza che il mio acquisto mi lascerà soddisfatto.

Ma quando non ho questo tipo di supporto?

Quando cerco un idraulico o un imbianchino? Chi mi garantisce che lavorano bene? Dove trovo commenti o recensioni su come lavorano?

Sta cambiando (in parte è già cambiato) il modo di fare business.

La base della compravendita di beni/servizi, ovvero l’incontro tra domanda e offerta, si realizza in nuovi modi.

Prima era sufficiente che le due variabili chiave (prezzo e quantità) dei due attori coinvolti (venditore e acquirente) arrivassero a coincidere.

Ora esiste una terza variabile fondamentale. Che a differenza delle altre due è “intangibile”.

La reputazione, che sempre più sarà l’elemento discriminante per far si che le due curve, domanda e offerta, arrivino ad incrociarsi.

Tornando all’esempio di prima, se cerco 10 t-shirt della “Reputazioneweb.org” per la mia squadra di calcetto, e sono disposto a spendere 15 euro max cadauna, e il venditore le ha disponibili in quella quantità e a quel prezzo ma ha una % di feedback positivi del 50%, non credo proprio che procederò all’acquisto.

Secondo Adam Arvidsson, sociologo danese che potete leggere su www.ethicaleconomy.com, “la prossima economia sarà un’economia etica non più basata sul lavoro, come è stata l’ultima economia capitalistica, ma sull’abilità di costruire relazioni sociali eticamente significative”….niente male come cambiamento!

Sempre Arvidsson tempo fa raccontava di progetti pilota in ambito “ethical economy”, nei quali gli stakeholders delle aziende coinvolte fornivano una serie di punteggi per costruire un indicatore globale del “valore etico-sociale” di quell’azienda.

Un vero e proprio indicatore di performance, alla stregua del ROI o della Customer Satisfaction o del Lead time.

Ma ritornando agli idraulici, agli imbianchini e alle baby sitter, ma anche agli avvocati e ai commercialisti…date un’occhiata qui:

www.gliaffidabili.it

www.cercatata.it

Di tutt’altro genere è www.couchsurfing.org, sito per chi desidera viaggiare low-cost.

Un sistema di rating assegna dei punti reputazione che ti consentono di trovare un divano su cui riposare durante un viaggio….

Se conoscete altri siti di pubblica utilità, che possano supportare nelle decisioni di scelta e acquisto di un bene o un servizio, segnalateceli!